Al 37’ del primo tempo della partita Juventus-Cagliari è cambiata la storia e anche l’evoluzione del gioco del calcio.Var buona la prima
Con un corretto e veloce, secondo alcuni troppo lento, utilizzo del VAR, ovvero Video Assistant Referee. In un appena un minuto e nove secondi, l’arbitro Fabio Maresca e l’addetto del Var Paolo Valeri hanno utilizzato il supporto tecnologico per concedere un rigore al Cagliari per un fallo di Alex Sandro su Cop. L’errore del giocatore del Cagliari, Diego Farias, che ha calciato malissimo dagli undici metri, è un’altra storia. Così anche la parata, per essere onesti non troppo difficile, ammesso che sia facile parare un rigore, di Gigi Buffon.
Come si è comportato l’arbitro ?
L’arbitro aveva lasciato correre l’azione, terminata con un calcio d’angolo a favore del Cagliari. In accordo con l’assistente viene fatta ritardare la ripresa del gioco. Il tempo necessario affinché Paolo Valeri utilizzi il VAR e ponga l’episodio alla sua attenzione.
Inevitabile, dopo aver visionato lo schermo, la decisione del direttore di gara di modificare quella inizialmente presa e di assegnare, quindi, il rigore a favore del Cagliari.
A decidere resta sempre il direttore di gara, come si è appurato. La tecnologia che è una sorta di evoluzione della “moviola in campo”, però, d’ora in poi, sarà, o almeno si spera, di grande aiuto.
Naturalmente il suo utilizzo, oltre ad essere stato disciplinato, resta a discrezione dell’arbitro. Se un giocatore chiederà l’uso della Var al direttore di gara, dovrà essere
ammonito, ha precisato Nicola Rizzoli. Peccato che lui non ne abbia potuto usufruire quando arbitrava.
L’arbitro segnalerà esattamente come ha fatto Fabio Maresca al
pubblico. Ovvero segnalando l’intervento con un gesto che indicherà la forma di un monitor. Il gioco, di conseguenza, verrà arrestato.
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